Poesia – Le note degli archi

violoncello
Gli archi si muovono, ritmo lento e accelerato.
Le vibrazioni si trasformano in suoni ed io ne assaporo ogni singola nota.
Ne sento l’odore, il dolce profumo inebriante.
Sono colma di note, non ne sono ancora sazia.
E tu, pizzica il liuto, ti prego ancora, finché non perderò i sensi e la ragione.
Finché la musica non finirà di cullarmi.
Suona, suona.

Maria

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Le due colonne

due_colonne

La felicità è vissuta in un attimo o raramente di più.

Quando si dovrebbe essere felici e si ha difficoltà ad esserlo, subentra una tristezza profonda.

Probabilmente perché non tutto è come vorremmo, forse perché molte sono le cose che mancano, o ancor di più la base sicura e forte su cui impostare tutta la vita.

Ecco, siamo arrivati al dunque.

La base, le fondamenta che non ti fanno crollare. E allora tutto può crescere e fiorire.

Ma anche le fondamenta hanno bisogno di cure, soprattutto devono essere prima costruite, granello su granello.

Cerchiamo, scrutiamo nel nostro più profondo baratro quei pilastri robusti che ci dovrebbero sostenere; a volte, entusiasti, li troviamo, a volte il buio li cela, a volte, ci chiediamo, esisteranno?

Un pilastro esiste, sì, ne sono sicura, che sia oscurato da nebbie fitte poco importa, c’è.

Ma affinché un corpo vivo o no, possa trovarsi in equilibrio, deve necessariamente averne due, due blocchi alle estremità.

Arriva il momento in cui le maniche devono essere arrotolate, i sensi acuiti, le porte spalancate e il nostro segugio interiore sguinzagliato.

La ricerca della seconda colonna portante non è da prendere con superficialità, un giorno potrebbe rompersi, incrinarsi, curvarsi e cedere, la scelta dev’essere istintiva, deve provenire dal nostro pozzo, dove tutto è chiaro e le risposte non hanno sfumature, o è sì sì o no no. Punto.

Maria

[Foto: http://it.123rf.com%5D