Quale parte del NO non ti è chiara?

qualepartedelnonontiechiara

Ricevi dei messaggi a volte da persone, che hai incontrato una sola volta, e di cui ti dimentichi della loro esistenza già il giorno dopo (vorrà dire qualcosa?) e a cui rispondi comunque in modo carino ed educato.

– Ciao, ti ricordi di me? Ci siamo visti al cinema lo scorso anno.
– Ciao, sì  mi ricordo perfettamente, come stai?

Avevo conosciuto un uomo che, al di là dell’aspetto, non mi era risultato particolarmente congeniale. Non so, la sua finta umiltà un po’ mi snervava.
Mi diceva continuamente: – Sono un minuscolo armatore di sole 500 navi da crociera. Sono un ometto con qualche spicciolo in tasca. Ho una casetta umile e semplice nel cuore della città, una piccola villetta con piscinetta, zona attrezzata per i cavalli, campi da tennis, da beach volley, da pallacanestro, un parco divertimenti migliore di Disneyland, ma per carità nulla di che.

Non serve usare aggettivi come minuscolo, piccolissimo e via dicendo per essere umili. Non credete?
Insomma, quell’uomo proprio non era al caso mio.

– Che dici, ci vediamo? Vieni a casa mia per due chiacchiere? Se non vuoi venire da sola, puoi portare delle amiche!
– Grazie, ma ho mille impegni, sono fidanzata, non ce la faccio proprio.
– Ma dai, non c’è nulla di male nel sentirsi, ci facciamo anche solo due chiacchiere al telefono.
– No, ti ringrazio, sei molto gentile e carino ma non riesco a trovare il tempo…

Vi prego, datemi ragione, si usano normalmente frasi di questo tipo per far capire all’altro, senza ferirlo, che non si ha l’intenzione di approcciarsi ad una nuova amicizia!

L’omino, imperterrito, però, continua per la sua strada, utilizzando le migliori parole del vocabolario per colpire, affondare, scioccare e far arrendere la donna che ha scelto come compagna di chiacchierata.

Ma la donna non riesce a farsi capire ed ad un certo punto, mettendo da parte la dolcezza ed anche un po’ l’educazione, inizia a elencare tre punti che chiariscano una volta per tutte che la voglia a socializzare proprio non c’è.

Nella partita, chi affonda è lui, l’omino umilissimo. Partita di andata: 1-0 per la donna.

La risposta dell’omino arriva come una padellata in faccia. Un elenco preciso e scandito da numeri. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7…
Per ogni punto uno schiaffo, un’offesa alla persona.

Bene.

Cosa ho imparato? Che essere carini e gentili con tutti non è una scelta vincente. La selezione deve essere fatta all’inizio. Tu sì, tu no. Punto. La chiarezza non porta equivocità.

Alla fine, però, colpito e affondato non è stato solo lui. Risultato partita: 0 – 0

Le parole scritte non si cancellano, rimangono tali in eterno.
Le parole dette in faccia possono essere ritrattate con un sorriso, con un movimento del sopracciglio, con una stretta di mano, ma le parole scritte no.  

Quelle, una volta che hai cliccato invio, non puoi più ritrattarle.

Maria

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