Insopportabile

Il rumore fastidioso, che oscura la mente;

il silenzio totale, esterno ed interno, che soffoca.

Quando il mondo ti crolla addosso,

tutto è insopportabile.

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di Margie Inviato su Caos

E poi…

E poi… all’improvviso ti ritrovi in un contesto così estraneo da chiederti il perché.

Dal nulla a tanto.

Le gioie della vita che arrivano in momenti inaspettati, che riempiono il cuore inaridito, che rinvigoriscono lo spirito.

E’ così la vita, piena di imprevisti felici.

E allora, viviamocela, nel modo migliore di cui siamo capaci, solo questo.

Il sorriso regalato a piene mani, una pizza, del pane e dell’olio, così, semplicemente, perché donare e ricevere sono la stessa identica cosa.

Se tutti la pensassero così, questo mondo non si chiamerebbe terra, …peccato, però!

Maria

 

Una splendida giornata! O forse no? E basta!

splendida_giornata

Il cielo è azzurro, senza una nuvola.
E’ mattina presto e il sole sta facendo capolino dal mare.

Sarà una splendida giornata!

Sono fortunata? Non tanto o forse sì: tutto dipende dai punti di vista.
Mi guardo intorno: le colline dietro di me, davanti il mare (un piccolissimo scorcio di mare); e già una conquista l’ho ottenuta: come non si fa a non gioire della natura?

Oggi una casa in cui vivere ce l’ho: come non si può essere felici di un tetto protettore sulla testa?

Un cane e due gatti. Miei fedeli compagni di vita. Ogni giorno un regalo. Ogni giorno un sorriso strappato: come non si può essere amati con tre amici così?

Un bel piatto di pasta e olio, una mela e acqua fresca sulla mia tavola a mezzogiorno: come non si può considerarsi sazi?

Beh, la vita può andare a rotoli, può portare delusioni, pianti, disperazioni.
Ed io un po’ ne so qualcosa, ma quello che c’è di bello è che ogni santo giorno la vita ti regala qualcosa di inaspettato.

Perché il segreto è non dare nulla per scontato, ma proprio nulla, e poi gioire per una posizione plastica della tua gattina o perché la speranza, anche nella bufera, senti che in fondo esiste ancora.

Maria

P.S.
Sono convinta che la consapevolezza delle piccole cose che abbiamo e che ci stanno intorno sia sparito in un mondo in cui vivere è sinonimo di “tutto”.
Tutto ciò che ci stanno facendo credere sia necessario avere.
Sbarazziamoci e usciamo da questo girone!
Respiriamo e muoviamoci più lentamente, soffermiamoci su quello che è necessario.
Basta alle pubblicità e alle comunicazioni che ci annullano, che ci fanno diventare ciò che non siamo.
Basta alle emulazioni di finti manichini.
Basta!

Un pizzico di fortuna!

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Easter, mom & travel 5

Genova. Lunedì 02 febbraio 2015

Ore 7.30

Piove, fa freddo e come al solito impervia una semibufera.
Odio il vento di questa città, anche se avremmo dovuto stringere da un pezzo una pseudoamicizia.
Attendo da mezz’ora il secondo autobus che mi porterà in ufficio.
L’ombrello è rotto e le scarpe inzuppate.
Stamattina è proprio una giornata no: mi attende una riunione lunghissima con il direttore e non porterà di certo novità entusiasmanti.
Ecco il bus, il numero venti, già stracarico di persone e non sono certa di riuscire a infilarmi su questo carro bestiame. Spingo con forza la signora che ho davanti ed ecco, ce l’ho fatta!

Ho quarant’anni e i miei desideri si sono via via assopiti in una vita piatta e priva di stimoli.

L’odore nauseabondo di primo mattino mi provoca un forte attacco di nausea, ma non posso di certo scendere e attendere un altro mezzo, o men che meno farla a piedi. Quattordici chilometri non si possono certo definire una piacevole passeggiata soprattutto con queste condizioni meteorologiche!

Scendo giusto qualche fermata prima del solito, l’alito fetido dei signori appiccicati a me proprio non riuscivo a sopportarlo. C’è un limite a tutto!
Cammino a passo svelto, sotto i portici di via xx settembre; il cielo ora sembra più clemente e la pioggerellina mi evita lo stress di un ombrello che ormai ha fatto il suo lavoro e avrebbe tutti i sacrosanti diritti di andare in pensione.

– Silvia, sbrigati! Sono già tutti arrivati e fra poco si inizia! – la segretaria mi scrolla dai miei pensieri e mi butto pesantemente sulla sedia cercando tutta la documentazione necessaria prima della ‘battaglia’.

La riunione è durata tre ore, il malumore si è appiccicato addosso come l’alito dei miei vicini di bus.

L’economia crolla, l’Italia traballa e le aziende entrano nel panico.
I dipendenti…, beh, i dipendenti giocano al “chissà se domani avrò ancora un lavoro?”.
Il gioco, però, non diverte affatto.

I miei sogni da ragazza: un futuro sereno, una casa di proprietà, un compagno di vita e viaggi in lungo e in largo per il mondo. Insomma, ditemi chi non lo ha mai sognato?

Ora mi trovo single, con il mutuo da pagare, quasi licenziata e soprattutto nessun cavolo di viaggio.

Ore 18.

Sono stanca morta. Al ritorno, il carro bestiame mi sembra meno puzzolente e fastidioso; mi porta a casa.

Ore 18.15.

Il cellulare squilla.

– Pronto? – Non conosco il numero di chi mi sta chiamando.
– Buonasera, Signora Silvia Traverso? Sono Matteo Mandelli della MidaXL S.p.A. Ha inviato un curriculum alla nostra azienda e ci farebbe piacere poter fare un colloquio conoscitivo. Le andrebbe bene Giovedì alle 9.30 in P.zza Missori, 2 qui a Milano?

Ho inviato il mio curriculum alla MidaXL, un po’ come quando si gioca al Superenalotto, sapendo al 100% che non vincerai mai neppure immersa in mille cornini rossi.

– Buonasera! Certo, sarei felicissima di venire; la data e l’ora vanno benissimo. La ringrazio, a presto!

La MidaXL è un solida azienda in continua crescita, oramai si trovano sedi ovunque sparse in tutto il mondo.

Il loro obiettivo principale è sostenere le aziende dal punto di vista marketing e di customer care.

Perché il mio curriculum abbia attirato la loro attenzione è davvero un bel mistero.

Mi sento agitata, confusa, felice, impaurita e su di giri.
Non so ancora a quale incarico, eventualmente, verrei destinata, ma l’idea di cambiare tutto mi riempie di una frizzante energia positiva.

Giovedì 05 febbraio 2015

Ore 5.00.

La sveglia sta facendo egregiamente il suo dovere e sembra trillare più forte del solito dentro le mie povere orecchie.

Mi preparo il caffè, lo sorseggio con gusto.

– Un po’ di fortuna, un po’ di fortuna, un po’ di fortuna.

Stamattina il mio mantra recita solo questo: “oggi spero di avere un pizzico di fortuna!”

Doccia, capelli lasciati mossi naturali (è inutile che mi acconci, sono così, e proprio così mi devono vedere!), un paio di pantaloni grigi stretti, stivali e una maglia leggermente oversize.

Mi sento a posto, mi sento me stessa.

Prendo la borsa, le chiavi della mia macchina e sono già fuori dal portone di casa.

Salgo sull’auto con la stessa spocchia di una che sale sulla sua Ferrari; la mia macchinina è rossa, comoda, agile e quando guido sono felice.
Mi piace guidare, anche quando devo andare al supermercato a caricarmi di borse della spesa.
Accendere il motore, mettere la prima e partire, mi dà la sensazione di poter andare ovunque; di essere libera di fare chilometri senza una meta e fermarmi quando un paesaggio mi è di ispirazione.

Il mio viaggio verso Milano è iniziato. E’ iniziato un viaggio.

Calco il piede sull’acceleratore, mi sto allontanando da Genova, voglio aumentare questa distanza tra me e la mia città un po’ matrigna.

Fuggo, fuggo da tutto, da tutti, da me, dai miei pensieri, dalle mie vecchie emozioni.
La musica alta all’interno dell’abitacolo mi inebria.

Fuggo. Per un solo giorno, forse, ma è già qualcosa.

Felicità.

Maria

Video

VideoRacconto: La farfallina imbronciata

Farfallina e formichina volarono felici!

– Questa favola è dedicata alla mia amica Stefania C. –

Poesia – Le note degli archi

violoncello
Gli archi si muovono, ritmo lento e accelerato.
Le vibrazioni si trasformano in suoni ed io ne assaporo ogni singola nota.
Ne sento l’odore, il dolce profumo inebriante.
Sono colma di note, non ne sono ancora sazia.
E tu, pizzica il liuto, ti prego ancora, finché non perderò i sensi e la ragione.
Finché la musica non finirà di cullarmi.
Suona, suona.

Maria

Sospesa e libera

preview

Mi sento sospesa.
Sospesa tra il dire e il fare.
Sospesa tra l’essere e l’avere.

Quante volte ci troviamo a far pugni con la nostra coscienza, quella coscienza che vuole emergere prepotente?
La società ci istruisce bene, noi dobbiamo essere finzione. Dobbiamo credere a questo e a quello.

Dobbiamo vestirci, profumarci, divertirci seguendo regole rigide, entro le quali noi, da bravo gregge, ci ritroviamo al sicuro. Continua a leggere

È così. Io-me-ne-frego.

White Sands

È così la vita.

Vorresti questo e quello e ti ritrovi con quasi niente.
Sto leggendo “The Secret”, tutto ciò che vuoi lo puoi ottenere. Eh!!!

Desideri una montagna di soldi? Nulla di più facile.
Pensa ai soldi, tante banconote una sopra l’altra, a mazzetti da 100 euro.
Immagina che queste mazzette siano tutte sparse per casa, tanto da dover buttare i vestiti, liberare armadi e cassetti, tanto da doverti comprare una casa più spaziosa perché non basterebbero i tuoi 70 mq per contenerli tutti. Continua a leggere

di Margie Inviato su Caos